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137° Edizione del Carnevale di Viareggio
UN TEATRO A CIELO APERTO SU UN PERCORSO DI 3 KM DOVE SFILERANNO TANTI CARRI MASCHERATI NELLE DATE: 31 GENNAIO ‐ 7, 14, 16, 21 FEBBRAIO
Tra i personaggi di questo 2010 non poteva mancare Michael Jackson e la sua morte. Tra i temi principali troviamo la violenza sulle donne, oltre la satira politica, che non puo’ assolutamente mancare, con Silvio Berlusconi protagonista. Simone Politi e Priscilla Borri ci parlano di “Silvio mani di forbice“, mentre Enrico Vannucci ci propone il suo “Attenti al Papi pupo“.

Non poteva mancare un carro dedicato alla strage di Viareggio dello scorso 29 giugno 2009. Poi abbiamo caricature della Lega Nord, un carro che ospita i grandi leader del mondo, che di sfidano in una gara per superare per primi la crisi economica che ci ha colpito. Ce n’e’ per tutti!
Per il programma dettagliato clicca qui.
QUALCHE DATO IN PIU'...
Il Carnevale di Viareggio che richiama ogni anno oltre 800 000 persone che si danno appuntamento a Viareggio per assistere alle grandi sfilate dei carri di cartapesta, giunge alla sua 137° edizione.
Nato come espressione popolare dell’anima della città, appuntamento che scandisce come un rito la vita dei suoi abitanti, a Viareggio il Carnevale è andato sempre più assumendo, quasi dal suo nascere, una forte valenza turistica.
Caratterizzato dai giganteschi carri allegorici in cartapesta alti sino a venti metri, il Carnevale di Viareggio è oggi espressione di antichi saperi che si richiamano non solo alla tradizione rinascimentale dei trionfi, ma più precipuamente aderente alle tecniche costruttive dei grandi velieri, vanto della cantieristica viareggina.
I Carri in cartapesta sono gli impareggiabili protagonisti dei corsi mascherati del Carnevale di Viareggio, frutto dell’inimitabile creatività, della straordinaria abilità scultorea, pittorica dei maghi viareggini, sono il più alto esempio di questa arte popolare il cui linguaggio si è diffuso nei quattro angoli del pianeta.
Il Carnevale di Viareggio non è solo il più grandioso e spettacolare evento popolare italiano, ma soprattutto il depositario di un patrimonio e di una tradizione che affonda le proprie radici in epoche e civiltà lontane, in grado di esaltare le straordinarie capacità creative ed organizzative degli italiani nel mondo.
Una manifestazione UNICA NEL SUO GENERE che trova nelle caratteristiche urbanistiche della città e nello spirito dei suoi abitanti le condizioni ideali per un risultato sempre spettacolare.
IL CARNEVALE DI VIAREGGIO NELLA STORIA
Martedì grasso del 1873: un’allegra sfilata di carrozze bardate a festa tra la gente assiepata in piazza del Casinò segna la nascita del Carnevale Viareggino.
Da allora, di anno in anno, i carri si fanno più belli e sfarzosi, in un crescendo progressivo di materiali (legno, scagliola e juta), tecnica e fantasia. Scherzi irriverenti e scenografie grandiose frutto del lavoro comune di scultori, carpentieri e fabbri. La crisi della navigazione a vela, infatti, aveva lasciato senza lavoro molti artigiani che si convertono inventando i carri. Nata come passatempo goliardico, la sfilata di Viareggio si è imposta fin dai primissimi anni come evento di satira politica oltre che di costume. I carri erano molto ampi, perché i giovani vi potessero salire, divertirsi e dialogare con la folla, lanciare coriandoli, stelle filanti e caramelle.
Nel 1921 il variopinto corteo carnevalesco sfilò per la prima volta lungo l’elegante passeggiata dei viali a mare, al ritmo della canzone la ''Coppa di Champagne", da allora eletta inno del Carnevale.
Ma la vera “rivoluzione” arriverà poco più avanti: nel 1925 l’introduzione della cartapesta permette di realizzare costruzioni colossali ma leggerissime, capaci di librarsi nell'aria sfidando la legge di gravità. Un’innovazione, che guadagnerà ai costruttori viareggini il titolo di “maghi della cartapesta”.
Il glorioso regno del Carnevale è ormai compiuto, manca solo il suo sovrano…
Nel 1930 il pittore Uberto Bonetti, ideò la maschera di Burlamacco, comparso per la prima volta nel manifesto del 1931. Un pagliaccio che riassume in sé un puzzle di elementi sottratti alle maschere italiane della Commedia dell'Arte: la tuta a scacchi biancorossi di Arlecchino, il pompon da cipria rubato dal camicione di Pierrot, l’ampia gorgiera bianca di Capitan Spaventa, il copricapo rosso di Rugantino, ed infine il mantello nero svolazzante, tipico di Balanzone. Il nome Burlamacco fu suggerito a Bonetti da Buffalmacco, pittore fiorentino e personaggio del Decamerone. Bonetti sostituì la radice "buffa" con "burla", già utilizzata per il canale del porto, il Burlamacca. Da allora ogni anno Burlamacco scende dal suo piedistallo e presa per mano Ondina, la sua compagna, annuncia l'inizio del Carnevale.
Trasportate via etere in tutto il mondo dalla Radiotelevisione italiana (già alla sua nascita nel 1954), le immagini, i suoni, i colori e naturalmente le burle del Carnevale di Viareggio diventano un’occasione di incontro tra popoli e culture diverse. Un intero mese di feste diurne e notturne, con sfilate di carri spettacolari, feste rionali, veglioni in maschera e rassegne di ogni genere, che attira migliaia di visitatori.
Nel 2001 viene inaugurata la Cittadella del Carnevale, un complesso polifunzionale che ospita i moderni laboratori per la costruzione dei carri e la scuola della cartapesta. Presto ospiterà anche il museo del Carnevale, un percorso multimediale proteso a valorizzare e diffondere la memoria storica e culturale del Carnevale di Viareggio e del Carnevale di tutto il mondo.
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