Terme di Petriolo


Complesso Termale Bagni di Petriolo

Località Petriolo

Monticiano (SI)

Tel: 0039 0577 757104

e-mail: petriolo@termesaluteambiente.com


La Storia

Le prime notizie di Bagni di Petriolo risalgono al 1230. Lavori di restauro risultano attuati nel 1273. In un volume della Storia di Siena del 1433, Orlando Malavolti scrive che nel 1230 furono pagati quattro soldi e sei denari a tale Ioahnnetto Bolitori che nel mese di giugno si recò a Petriolo per accompagnare al bagno il vescovo di Chiusi e risulta che pochi giorni prima il Comune di Siena aveva inviato il notaio Bonfiglio a fare l'elenco delle persone "qui iverant ad balneam ". Alcuni storici ritengono che i Bagni di Petriolo fossero noti ai Romani. Dall'Archivio di Stato di Siena risulta l'esistenza di un ordinamentum balnearum deI 1292, dove si fa cenno che i primi fondatori dei Bagni siano stati "que' Romani che qui stabilirono la colonia senese". Fra gli Statuti della Repubblica Senese compilati circa l'anno 1270 ve n'è uno che descrive il modo di eleggere il "rettore ed il camerlingo de' Bagni di Petriolo". Nel 1404, dopo molte incursioni di milizie nemiche, fu iniziata una fortificazione di Petriolo ad opera di molti "maestri di pietra" e specialmente di Simone e di Ginnarello. L'opera di fortificazione fu completata nel 1419. La grande opera De Thermis di Andrea Bacci mette in rilievo la ricchezza di zolfo del Balneum Petrjoli e cita il portico di Pio II e gli alloggi costruiti nelle vicinanze per comodità dei curandi. La storia di Bagni di Petriolo è ricchissima di presenze di personaggi illustri che frequentarono le acque sulfuree: fra gli altri Jacopo Piccinino, giunto con una scorta di centinaia di cavalieri nel 1344, per incontrarvi il cardinale di Venezia, nipote di Eugenio IV. Nel 1437 andò a Petriolo Galeazzo Malatesta di Pesaro e l'anno successivo i cardinali Giovanni Vitelleschi e Giordano Orsoni già arcivescovo di Napoli e decano del Sacro Collegio. Nel 1439 il marchese di Ferrara, Niccolò III d'Este e nel 1440 il Gattamelata. Nel 1443 i marchesi Giovanni e Francesco I di Mantova con seguito di centocinquanta cavalieri e molte damigelle. Nel 1443 il Concistoro ordinò al rettore dei Bagni di offrire a Giovanni e Bernardo de' Medici ogni comodità. Altri della Casa Medici tornarono a Petriolo nei tre anni successivi. Nel 1470 i Gonzaga erano nuovamente a Petriolo insieme al cardinale del Monferrato. Nel novembre del 1478 il duca di Urbino, Federico Il di Montefeltro, vi soggiornò per curarsi una gamba. Il pontefice Pio IL, Enea Silvio Piccolomini, che divenne papa nell'agosto del 1458, tornò più volte ai Bagni per curare la sua artropatia; durante i suoi soggiorni emanò numerose Bolle e ricevette i messi del re di Serbia, venuti a chiedere aiuto contro il "turco".

L'Acqua e le Cure

I Bagni di Petriolo sono alimentati da un'unica sorgente di acqua ricchissima di zolfo e carbonato che sgorga ad una temperatura costante di 43 C°. Le ricorrenti analisi chimico-fisiche (l'ultima nel 1996) hanno dato risultati costanti nel tempo, indicando la presenza di una quantità elevata di sostanze minerali, tutte idonee a molteplici cure, sia attraverso il bagno e la fangoterapia, sia attraverso le inalazioni. A proposito delle proprietà delle acque di Petriolo il Bacci nella sua opera dice:"a tutti i mali, a' quali sono di giovamento l'acque solforate, queste nostre, convengano, dicendo apertamente, che tali infermità sono quelle, che derivano da freddezza e da umidità". Di poi più minutamente dice: "risolvono i flati delle viscere, e proibiscono i tumori; medicano i mali di tal sorte della milza, e del fegato, siccome ancora medicano la podagra, e la sciatica, e l'artrite umida; in un breve spazio di tempo portano via ogni sorta di scabbia, e l'ulcerazioni sordide, e vecchie risanano. La doccia parimenti crede, che sia di grande utilità alle costituzioni fredde, ed a' mali di tal natura, nominando la sordità, il tinnito degli orecchi, i tremori, la paralisia, il male comiziale, ed altri simili...". Oggi, nel piccolo stabilimento di Petriolo, gestito dalla Società Terme Salute Ambiente, è possibile effettuare, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, fanghi e bagni per malattie artroreumatiche, particolarmente indicati nelle varie forme di artrosi, nei reumatismi extrarticolari, periartriti, contratture e dolori muscolari, fibromialgia, postumi di traumi e fratture. Si possono associare i massaggi totali o distrettuali, la mobilizzazione passiva, la ginnastica individuale o collettiva all'aria aperta. L'acqua di Petriolo, per il suo contenuto in zolfo, è indicata nella terapia dell'acne giovanile, della seborrea, della pitiriasi del cuoio capelluto, degli eczemi secchi, della psoriasi, delle ipercheratosi palmo-plantari e delle ittiosi. Per queste patologie si possono effettuare maschere facciali, fanghi e bagni dermatologici, pulizia del viso. Si possono abbinare inoltre un massaggio anticellulite, un linfodrenaggio manuale o un massaggio rilassante del viso e del cuoio capelluto. Nel maggio 1999 è stato inaugurato un nuovo stabilimento, dotato di tutte le attrezzature per l'utilizzazione dell'acqua termale in modo personalizzato, capace di rendere ancora più efficaci le cure tradizionali delle Terme di Petriolo, estendendole alla dermo-estetica e alla medicina naturale.

L'Attrezzatura

L'ampio parcheggio di recente allestimento, l'area attrezzata con i tavolini per picnic, la possibilità di un bagno nel fiume o di una bella passeggiata lungo le rive rendono questo posto ancora più invitante per chi apprezza il binomio "salute e ambiente". Interessanti le escursioni nei dintorni (a nord-est Siena e altre città d'arte, a sud l'Amiata, a ovest le valli del grossetano). In particolare, è da non perdere (km 7) la stupenda abbazia di San Galgano.

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